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  mauroD [ Ma signora, io il cane non ho mica paura che mi inculi, ho paura che mi morda. Arrivederci ]
         














































































































30 ottobre 2007

Un governo coi baffi

Come giudichereste voi un governo che dopo aver aumentato il numero dei parlamentari fa una legge che li riduce ma a partire dalla prossima legislatura?
Adesso che con il pacchetto sicurezza hanno ripristinato il falso in bilancio (che non era mai sparito) mi sento più tranquillo.




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29 ottobre 2007

Un appello per il Myanmar

Qui




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29 ottobre 2007

Una Nato timida

La riunione informale dei ministri della Difesa Nato in Olanda

Franco Apicella, 29 ottobre 2007



L’ultima riunione informale dei ministri della Difesa della Nato si è svolta a Noordwijk in Olanda il 24 e 25 ottobre scorsi. Il ruolo di anfitrione che per consuetudine spetta al rappresentante del Paese ospite non ha impedito al ministro Eimert van Middelkoop di concludere il suo intervento con questa frase: “Equità nel rischio e nella suddivisione degli oneri rimane il principio guida dell’Alleanza”. Nella dichiarazione alla stampa ha poi ricordato che il contributo dell’Olanda a Isaf nella provincia dell’Uruzgan dovrà essere confermato dal Parlamento prima della scadenza del mandato prevista nell’agosto del 2008.

Il problema dello squilibrio dei contributi dei vari Paesi alla missione Nato Isaf – nella quantità ma soprattutto nella qualità – è ormai cronico. Il ministro olandese fa capire che il Parlamento potrebbe non rinnovare il mandato per i 1.700 soldati oggi schierati nel sud dell’Afghanistan e impegnati nelle operazioni contro i Talebani. Altri Paesi potrebbero seguire l’Olanda su questa strada, per esempio il Canada il cui contributo, pari a quello olandese, dovrebbe essere confermato entro il 2009. Le conseguenze di un effetto domino di mancate conferme sarebbero facilmente immaginabili in una fase che per Isaf è tra le più delicate.

Il segretario generale della Nato Scheffer nella sessione allargata ai rappresentanti dei Paesi che contribuiscono a Isaf ha messo in evidenza i risultati raggiunti; si è detto certo che ci siano progressi, che i Talebani “sono in grado solo di terrorizzare il popolo afgano con attacchi suicidi e rapimenti ma l’economia ha il tasso di sviluppo più elevato del sud dell’Asia. Oltre la metà del paese è ora in pace e in queste aree lo sviluppo sta fiorendo e la coltivazione del papavero diminuisce”. La stabilizzazione definitiva del Paese è tuttavia ancora un obiettivo lontano nel tempo.

Scheffer ha concluso il suo intervento dicendo che la parola d’ordine deve essere “Afghan lead and Afghan ownership”. Per raggiungere l’obiettivo prioritario dell’ampliamento e del rafforzamento delle forze di sicurezza afgane è necessario aumentare i team di Isaf che vengono incorporati nelle unità afgane con finalità di supporto addestrativo e operativo. Il raddoppio auspicato degli attuali 29 team si renderebbe necessario anche in conseguenza dell’aumento delle unità operative afgane.

Per ora Isaf si dovrà accontentare di qualche contributo marginale; la Francia avrebbe promesso 50 uomini per addestrare gli afgani proprio nell’Uruzgan, la Germania ne avrebbe promessi 300 non impiegabili tuttavia nel sud del Paese. Altri contributi per decine o poche centinaia di unità verrebbero da Georgia, repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. I team partecipano alle operazioni di controguerriglia condotte dalle unità afgane di cui curano addestramento e operatività; ciò è difficile da accettare per quei Paesi che intendono contribuire alla ricostruzione senza “sporcarsi le mani”. Il segnale che verrà dal parlamento olandese potrebbe essere determinante per Isaf.

Un altro argomento trattato dai ministri è stato il futuro della Nato response force (Nrf). Constata l’improponibilità, nell’attuale situazione di impegni operativi, di tenere in prontezza e quindi indisponibili per ogni altra esigenza 25mila uomini, i ministri hanno dato mandato agli esperti militari di studiare modalità organizzative diverse. Si ipotizza una soluzione con una struttura portante in prontezza effettiva e il resto della forza disponibile in tempi successivi, senza tuttavia ricadere nelle difficoltà e nelle lungaggini di un tradizionale procedimento di force generation.

A prima vista sembrerebbe la quadratura del cerchio, ma forse è solo il primo passo verso un approccio più pragmatico. Il portavoce ufficiale della Nato James Appathurai ha chiarito però che il concetto della Nrf non cambia: rimane invariato lo spettro di missioni da assolvere (dal supporto umanitario al combattimento a elevata intensità) e resta di 25mila uomini la composizione finale. Sembra implicito che anche le caratteristiche di elevata mobilità e standard tecnologici all’avanguardia debbano essere mantenute.

Tra i partecipanti alla riunione c’era anche il segretario alla Difesa Usa Robert Gates che ha espresso la sua insoddisfazione, peraltro scontata, per gli scarsi contributi forniti dagli alleati a Isaf. Gates era stato pochi giorni prima a Mosca per trattare il problema della difesa missilistica che gli Usa intendono schierare in Europa. Il segretario generale Scheffer, a una domanda che gli è stata rivolta in conferenza stampa, ha ribadito che la Nato fa riferimento al Consiglio Nato-Russia per tutto ciò che riguarda i suoi rapporti con Mosca ma non intende entrare nel merito dei rapporti bilaterali Russia-Usa.

I ministri hanno anche trattato l’argomento della cyberdefence, la difesa dagli attacchi informatici come quello da cui è stata colpita l’Estonia lo scorso maggio. L’argomento non era una novità, ma l’insistenza con cui è stato portato all’attenzione anche in conferenza stampa e il riferimento alla trattazione che ne verrà fatta al vertice di Bucarest del prossimo anno potrebbe farlo diventare un nuovo grande tema da svolgere per la Nato.

paginedidifesa




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28 ottobre 2007

Un regalo di compleanno

Tu qui sei la più giovane sebben non più piccina,
Ma la vita è difficile; la sera e la mattina
Tutti quanti si affannano a farti lezione,
E così te la contano in qualunque occasione:
"Ascolta noi adulti:ne abbiamo di esperienza!
La vita ci ha insegnato la sua sì ardua scienza".
Più si diventa vecchi e più cose s'impara;
Questa è la vecchia regola, pur se ti sembra amara.
Ogni nostro difetto ci sembra assai piccino,
Per questo critichiamo facilmente il vicino.
Perciò, buona, sopporta questi tuoi genitori,
Cerchiam di giudicarti senza falsi timori.
Tu lasciati correggere, bimba, non t'arrabbiare.
Anche se queste pillole sono talvolta amare.
E' meglio far così, stare in armonia,
Mentre il tempo che passa il soffrir porta via.
Tu qui rinchiusa leggi e studi tutto il dì,
Chi mai pensato avrebbe di vivere così?
Tu sei qui tra noi un soffio d'aria pura
E solo di lamenti: "Mi arriva alla cintura
La camicia più lunga e non ho più braghette.
Che cosa indosserò? Le scarpe sono strette,
Per metterle dovrei tagliarmi via le dita.
Oh Dio come mi angustiano i guai della vita!".




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28 ottobre 2007

The show must go on, ma anche no

Fare le Olimpiadi in cina ha senso se questo serve per promuovere i diritti umani in quel paese, ma se questo non accade (e non sta accadendo visti anche gli atteggiamenti sulla questione birmana) dobbiamo scegliere tra far finta di niente, o stare dalla parte di tutte le persone torturate e uccise dal regime comunista dimostrando almeno una volta un po di dignità e coerenza.




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27 ottobre 2007

Ma il problema è Israele

Detenzioni arbitrarie. Rapimenti. Esecuzioni a sangue freddo. Torture. Sistematiche violazioni dei diritti degli imputati, dei giornalisti, dei manifestanti pacifici. E un bilancio di sangue che ha raggiunto nei primi sei mesi del 2007 la cifra di 350 morti e oltre duemila feriti tra i palestinesi.
Il rapporto che Amnesty International ha pubblicato il 24 ottobre sulle conseguenze degli scontri armati tra le varie fazioni armate dei Territori (leggi il pdf) non lascia adito a dubbi: sul banco degli imputati, per la drammatica crisi umanitaria della Cisgiordania e di Gaza, ci sono anche le forze di sicurezza di Hamas e Fatah.

panorama




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27 ottobre 2007

Il ruolo internazionale dell'Italia

Quandò scoppiò la guerra in Libano l'anno scorso sembrava che il "governo" italiano fosse quello giusto per risolvere tutti i problemi del mondo, il dialogo l'unica via per risolvere i problemi, bhe, leggete l'ottavo punto qui e poi leggete qui. Poi ci si sorprende se non si risolvono certi problemi.




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26 ottobre 2007

Lo schiaffo dell'Europa all'Italia

Il nucleare è indispensabile per soddisfare il fabbisogno energetico europeo. Lo ha riconosciuto un voto a larga maggioranza del Parlamento di Bruxelles, che ha fatto piazza pulita dell'ostruzionismo dei Verdi per affermare ciò che era evidente ai più: che l'energia è roba seria e gli slogan non bastano.

Libero




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26 ottobre 2007

Le foto orribili della vergogna

Le ha diffuse Asianews, due foto orribili, ma che bisogna vedere e diffondere




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23 ottobre 2007

Cose sinistre

Eurostat oggi ci informa che in Europa gli ordini crescono del 5.1% mentre in Italia calano del 1.8% (dev'essere il risanamento di prodi) e il Televideo che i riscaldamenti sono stati accesi in anticipo rispetto al solito (dev'essere il riscaldamento globale dei verdi)




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