8 gennaio 2012
massimo fini sull'irak
massimo fini sul fatto quotidiano si avventura in analisi spericolate:
Il 20 agosto del 2010 pubblicai per il Gazzettino un articolo intitolato “Poche illusioni: ora l’Iraq va verso una guerra civile”, dove prevedevo che dopo il ritiro degli americani il conflitto, già latente, fra sciiti e sunniti sarebbe esploso in tutta la sua violenza e senza più freni. Sono stato facile profeta. Due giorni fa, a poco più di due settimane dal ritiro dell’ultimo contingente Usa, l’Iraq è stato teatro di una serie di attentati e di scontri fra le due comunità, con decine di morti e centinaia di feriti. Non è che l’inizio di un’escalation.
Insomma, al di là del fatto che Obama va ritenuto corresponsabile di quelle che accadrà in Irak, ci sembra un po affrettato dire che ci sarà certamente una guerra civile, ci avevano parlato anche di vietnam e milioni di morti, tutte balle, gli attentati c'erano anche prima dell'uscita degli americani
Ciò vuol dire che gli americani non dovevano andarsene dall’Iraq? No, che non avrebbero dovuto invaderlo e occuparlo nel 2003 col pretesto che Saddam Hussein possedeva ‘armi di distruzione di massa’ che non sono state mai trovate. L’Iraq è una cervellotica invenzione degli inglesi che nel 1930 misero insieme in uno Stato tre comunità, curdi, sciiti, sunniti, che nulla avevano a che fare tra loro e che anzi si detestavano. Finito il protettorato inglese solo un feroce dittatore come Saddam Hussein poteva tenere insieme, con la violenza, tre popolazioni così ostili. Saltato il tappo Saddam sunniti e sciiti in un primo tempo si sono uniti per combattere il nemico comune, l’invasore, poi, vista l’impossibilità di cacciare gli occupanti, hanno aperto la partita fra di loro. Saddam era sunnita e aveva privilegiato la sua comunità a danno degli sciiti che pur rappresentano la maggioranza assoluta della popolazione (62 %). Adesso gli sciiti si vendicano sugli antichi oppressori sunniti che rispondono. E non si vede come, perché e quando questa catena di sangue possa finire.
Bhe, per il buon fini nulla conta la democratica costituzione irakena, la caduta di uno dei dittatori più sanguinari della storia, ciò che sta accadendo in tutto il medioriente, ma contano solo le sue previsioni per il futuro. Quella degli inglesi sarà pure un'invenzione cervellotica, ma abbiamo anche visto cosa succede a volte a dividere comunità, come in palestina ed in siria. Una delle forze dell'Irak, e contemporaneamente un punto di debolezza, sta proprio nella presenza delle tre comunità. Il partito laico, quello di allawi, è quello che ha ottenuto più voti alle elezioni, gli siciiti saranno pure la maggioranza, ma sunniti e kurdi e laici non sono minoranze che è possibile sottomettere, soprattutto ora che è stato cacciato saddam e c'è una costituzione moderna grazie agli americani
Per ottenere questo brillante risultato gli americani hanno provocato, con l’occupazione, direttamente o indirettamente, fra i 650 e i 750 mila morti, infinitamente di più di quanti ne avesse fatti Saddam in trent’anni di dittatura.
In irak sono morte circa 150.000 persone, circa un decimo di quelle prodotte da saddam hussein
Ma le conseguenze politiche sono ancora più devastanti. Da quando, nel 1979, la rivoluzione khomeinista rovesciò lo Scià, loro alleato (di cui la stampa occidentale forniva immagini patinate, sue e delle sue mogli Soraya e Farah Diba eternamente in vacanza, ma la cui polizia segreta, la Savak, era considerata la più sanguinaria del Medio Oriente) tutta la politica americana è stata (e come si vede continua a essere) ferocemente antiraniana. Per questo quando nel 1985 i soldati di Khomeini, dopo inenarrabili sacrifici, erano davanti a Bassora e stavano per prenderla, (il che avrebbe comportato l’immediata caduta di Saddam, la riunione dell’Iraq sciita con l’Iran, perché si tratta della stessa gente dal punto di vista etnico, religioso, culturale, oltre che la sacrosanta indipendenza dei curdi iracheni) gli americani intervennero a favore del dittatore di Baghdad “per motivi umanitari”: non si poteva permettere alle “orde iraniane” di entrare a Bassora, sarebbe stato un massacro (gli eserciti degli altri sono sempre “orde”, solo i nostri sono regolari e legittimi).
Rimpinzarono quindi il rais di ogni genere di armi comprese quelle chimiche che Saddam usò sui soldati iraniani e in seguito sui curdi “gasandone” 5000 nella cittadina di Halabya. Oggi, con la parodia di democrazia voluta dagli americani in Iraq, gli sciiti iracheni, maggioranza schiacciante, sono i padroni di gran parte del Paese (regione curda esclusa) e rispondono di fatto ai loro confinanti confratelli iraniani. Così quello che gli americani avevano negato all’Iran nel 1985 scippandogli una vittoria conquistata sul campo di battaglia, che era costata ai khomeinisti centinaia di migliaia di morti, glielo hanno regalato 25 anni dopo senza che Teheran abbia dovuto sacrificare un solo uomo.
Anche qui fini da per certa la caduta dell'irak nelle mani degli iraniani e tra l'altro ci racconta la frottola della guerra iran-irak. L'iran era un nemico da contenere, e lo capiamo tutt'oggi, e gli Stati Uniti fornirono delle armi a saddam, ma molto meno di molti altri paesi europei e non
| inviato da mauroD il 8/1/2012 alle 17:13 | |
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